

RADIONICA SENZA FRONTIERE
E’ un progetto che intende portare la radionica in giro per il mondo, come aiuto e risorsa per le popolazioni povere. In fondo, non è la terapia più economica che esista? Possiamo fare rimedi di carta e lavorare solo con un foglio e un pendolo! Per non parlare di immunics, per la quale basta fare una semplice affermazione e ci liberiamo da virus, traumi e chissà che altro! I corsi sono brevi e pratici, adatti alle esigenze del posto, con nozioni rivolte alla terapia e all’agricoltura. Naturalmente sono tutti tenuti gratuitamente, compreso il materiale.
Missione in Kenia
Minicorso di radiestesia e radionica per i missionari e gli
operatori sociali locali.
Il corso sarà tenuto da Vincenzo Grimaldi (operatore radionico)
che da molti anni collabora e aiuta le missioni keniote. La partenza
prevista per settembre è stata rimandata a causa di problemi
famigliari.
Missione in Colombia.
Minicorso di radiestesia e radionica per gli operatori sociali.
Il corso di maggio 2007 a Popayàn ha suscitato grande entusiasmo
e la promessa di tornare ancora....
RADIONICA IN COLOMBIA
Alessandra Previdi
Tutto è cominciato con un articolo di un mio allievo, Vincenzo
Grimaldi, naturopata e operatore radionico, pubblicato sul "Giornale
di Radionica" e intitolato "Radionica senza frontiere". Amico da
tempo di missionari residenti in Kenia, ogni anno scendeva a trovarli,
cercando di aiutarli nelle tante situazioni di miseria locale con
le sue tante conoscenze. Aveva pensato di insegnar loro un po' di
radioestesia e uno di questi missionari era diventato un bravo rabdomante
ed era riuscito a trovare dei pozzi di acqua. L'idea che esprimeva
nel suo articolo era di proseguire insegnando anche sistemi utili,
semplici ed economici per la cura delle persone, degli animali e
dei campi, auspicando l'esportazione delle tecniche radioniche nei
paesi più bisognosi di aiuto. Entusiasta dell'idea l'avevo fatta
rientrare nei progetti dell' associazione, promettendogli tutto
il sostegno possibile e studiando con lui un programma semplice,
adatto a persone che non conoscevano niente dell'argomento, ma in
grado di permettere loro di operare subito.
Durante un corso tenuto a Venezia ho parlato di questo progetto
ai miei allievi e una di loro, Gianpaola Facchin, venezuelana e
operatrice nel sociale dell'America latina da molti anni mi ha detto
che avrebbe cercato di far rientrare la radionica in un progetto
di aiuto in Colombia finanziato dalla Regione Veneto, promosso da
una Onlus italiana, l' "Associazione Volontariato Insieme" di Montebelluno
(TV), particolarmente attenta alle difficili problematiche di quel
Paese. Le ho mandato un progetto di base, mai più pensando che l'avrebbero
approvato e che mi sarei trovata quasi senza accorgermene, nel giro
di pochi mesi, su un aereo diretto a Bogotà, la capitale della Colombia,
per tenere niente di meno che un corso di radionica.
L'organizzazione di riferimento laggiù si chiama Justizia Y Paz,
una ONG locale che si dedica ad aiutare le comunità dei contadini,
indigene e afrocolombiane che resistono pacificamente alla usurpazione
del territorio, a combattere i crimini contro l'umanità, e a monitorare
e investigare le ragioni politiche ed economiche di queste azioni
di violazione dei diritti umani. Inoltre informano l'opinione pubblica
delle violenze e delle angherie subite dalle minoranze, fanno battaglie
legali, aiutano le vittime della violenza politica con gruppi di
sostegno psicologico e materiale, e tanto altro. Parlando con questi
giovani sono così piombata direttamente nella realtà più dura di
questo bellissimo Paese che ha la sfortuna di essere uno dei maggior
produttori di droghe per l'occidente, oltre che di un ottimo caffè.
Ma che ci sia qualcosa che non va si avverte subito appena si arriva,
tutto il Paese è pieno di militari, per le strade e agli incroci,
tutte le volte che compri qualcosa ti chiedono il documento o ti
prendono l'impronta dell'indice, in una sorta di schedatura automatica.
Non è consigliato girare da soli, nelle città per via della delinquenza
e nei grandi parchi naturali o sulle montagne per via dei guerriglieri.
La mattina dopo, con un altro aereo, sono partita per l'evento
principale del mio viaggio, il seminario di radionica a Popayàn,
una cittadina deliziosa nel sud del paese. Il seminario si sarebbe
svolto in un agriturismo nelle vicinanze, messo a disposizione da
un amico dell'associazione. I partecipanti, circa 30 persone provenienti
da varie parti del paese, erano assistenti sociali, medici, terapeuti,
piccoli agricoltori. Molti erano in viaggio da due giorni e la notte
prima avevano dormito direttamente nella piccola sede di Justizia
Y Paz di Popayàn, accalcati tutti insieme sul pavimento. Insieme
a me era previsto l'intervento di una suora simpaticissima, esperta
erborista, che avrebbe spiegato come farsi un orto di piante medicinali
e come prepararle e usarle, e William Guerrero, un medico omeopata
che avrebbe parlato dell'omeopatia. Io ero il pezzo forte, e mi
avevano lasciato quasi tutte le due giornate. Ho spiegato loro nel
mio spagnolo inventato, aiutata da Luis Fernando, membro di JyP
e professore universitario di matematica, che invece parlava un
ottimo italiano, un po' di storia e i principi della radionica,
e poi siamo passati alla pratica.

Li ho fatti mettere tutti seduti intorno ai tavoli e ho distribuito
i pendolini, ricavati dai piombini usati dai pescatori che Vincenzo
mi aveva portato prima di partire come dono di buon auspicio per
i partecipanti. Li ho introdotti all'uso del pendolo, delle liste
e dei ventagli. Poi ho distribuito il dottore di carta, un insieme
di 80 disegni ideato da Don Gerrard sugli studi di Malcom Rae, un
facile ed efficace sistema di rapido trattamento di altrettanti
piccoli disturbi, dal mal d'orecchie alla febbre, dalla contusione
al mal di schiena, e così via. Basta porci un bicchiere pieno di
acqua sopra e berla, ed è fatta. La radionica è bella quando è così
semplice!!!!. Sono poi passata all'uso di pochi grafici radionici
per il trattamento a distanza, ho mostrato e spiegato l'uso del
nostro Rafael, lo strumento radionico di analisi e trattamento della
nostra associazione che è stato donato a William Guerrero, il medico
che offre il suo aiuto a JyP, completo di rate anatomiche e di quelle
dei rimedi omeopatici. Ho distribuito i Sanjeevini, altro sistema
semplice ed economico di trattamento radionico. Sono passata poi
alle tecniche mentali del grande guaritore americano Raymon Grace,
ho spiegato come si informa l'acqua, cosa sono i fiori di Bach e
come si possono preparare in casa.

I partecipanti benché seppelliti sotto tutte queste nozioni nuove,
sono rimasti entusiasti. Hanno assimilato e messo in pratica con
facilità quello che spiegavo, e devo ammettere che forse per la
vicinanza della loro cultura con lo sciamanesimo si sono dimostrati
degli ottimi allievi. Oltre ai vari grafici ho distribuito un nutrito
manuale in spagnolo che avevo preparato prima di partire aiutata
da Gianpaola, e il corso è stato filmato interamente. Tutto il materiale
è stato salvato su cd distribuiti ai rappresentanti di ogni gruppo
perché possano riprodurlo al bisogno.
Il giorno dopo sul presto sono partita accompagnata da Luis Fernando
e Johana, la factotum di tutta l'organizzazione di Popayàn, per
un piccolo seminario di radionica in agricoltura a cui avrebbero
partecipato dei campesinos della regione di Sucre, a circa 3 ore
di macchina, tra autobus e taxi locali. A proposito, sapete che
in Colombia l'autobus che va nei paesi fino a che non è pieno non
parte?? Gli orari sono solo indicativi!! Per fortuna il nostro si
è riempito in fretta! Arrivati a Tequendama, una sorpresa: i campesinos
stanno sulle colline e la strada in salita è così impervia che bisogna
prendere i cavalli e indossare gli stivali da pioggia. Comincia
a piovere e sotto la pioggia i cavalli stentano ad avanzare tra
le rocce e nel fango alto, scivolando e recalcitrando. La salita
richiede più di un'ora, ma infine arriviamo in cima, fradici ma
salvi.
Sulla piccola spianata, circondata dai monti verdeggianti della
rigogliosa natura colombiana, sorge una semplice costruzione circondata
da piccole coltivazioni di caffè, la patata locale, e qualche altra
pianta. La casa è diroccata, i muri scrostati, ci sono poche stanze,
un gabinetto all'aperto, per lavarsi c'è un tubo per l'acqua che
esce da un pozzo, la cucina è una stanza aperta, con il pavimento
di terra. Non ci arriva l'elettricità, e la sera si usano le candele.
Nessuno vive qui, è solo un posto di riunione di JyP, ma stanotte
ci dormiremo tutti. I campesinos, un gruppo di 6-7 persone, tra
cui alcune donne, sono curiosi e un po' scettici, ma si fanno intorno
e dopo l' introduzione e la spiegazione di poche tecniche procediamo
ad una prova pratica: le piante di caffè che attualmente soffrono
per un parassita. Mi portano una foglia e della terra e procediamo
ad una analisi e quindi alla ricerca di una terapia per l' infestazione
in atto. Procediamo a considerare altri problemi locali, ad esempio
le razzie delle galline ad opera delle volpi, trovando che una buona
e forse l'unica soluzione visto che i pollai non esistono, sarebbe
avere un cane!.

Finiamo verso sera, quando ormai non si vede più per via del tramonto,
e sono così gentili da organizzare una festa per me! Non solo: mi
fanno la pasta per farmi sentire a casa, poi arrivano 4 ragazzi
di un gruppo musicale locale che suonano le chitarre, insieme ad
altri amici della zona, e via, si aprono le danze! Basta poco per
sorridere!
Il giorno dopo c'è il sole e scendiamo a valle, stavolta a piedi,
una bella faticata in mezzo ( e dentro!) al fango, ma anche l'occasione
di una bella passeggiata in mezzo alla natura. Penso a chi questa
strada la fa tutti i giorni, ai bambini che vivono nelle fattorie
e che vanno a scuola…Mentre scendiamo lungo i campi di coca, principale
coltivazione insieme al caffè, Luis Fernando mi invita a provarla.
Mi spiega che non bisogna mandare giù le foglie, ma solo masticarle
un po', e poi sputarle, succo compreso. Ci provo due tre volte con
la trepidazione del proibito, ma le foglie non hanno un gran sapore
e non sento niente di speciale, per cui dopo due/tre prove lascio
perdere. Ogni tanto sentiamo qualcuno da qualche parte in mezzo
ai campi intonare un canto, e Luis Fernando mi spiega che quando
i contadini lavorando nei campi masticano le foglie di coca cantano
anche dei canti speciali perché la coca è una pianta sacra. Questo
popolo è davvero intimamente magico!!
Approfitto per farmi spiegare un po' delle loro tradizioni, quelle
che mi interessano, ovvero gli sciamani, che da loro sono chiamati
medici tradizionali. Luis Fernando mi dice che tutti hanno il loro
medico tradizionale da cui ogni tanto si va per chiedere consiglio
o per un "refresco" ovvero una purificazione, un vero e proprio
rito con fini molteplici, dalla guarigione alla protezione, che
si compie lungo un corso d'acqua e che dura un intero giorno, per
finire poi con un bagno. Non si può imparare a essere un medico
tradizionale, non esistono scuole che la insegnano né maestri. Ci
si nasce. L'indicazioni vengono dai sogni che il bambino fa e che
il nonno o un saggio possono interpretare, oppure perché si è colpiti
da un fulmine. Nessuno insegnerà al predestinato, semplicemente
sarà aiutato da chi ha esperienza a seguire la voce dello Spirito,
l'unico insegnante. Fare il medico tradizionale non è facile. Se
durante la notte si sogna che si deve andare a raccogliere una certa
pianta in cima a una certa montagna, bisogna alzarsi e andare. Ma
se si è nati per farlo e non lo si fa ci si ammala fino a morire.
Luis Fernando conosceva personalmente un medico tradizionale che
era arrivato quasi alla morte prima di decidersi a farlo. Ancora
portava sul volto i segni della malattia che l'aveva deformato irrimediabilmente.
Mi racconta anche cose strane e meravigliose che fanno i medici
tradizionali, come il prendere durante la notte delle lucciole speciali
stando attenti a non ucciderle perché sono collegate con il cuore
di un uomo e tante altre cose affascinanti che mi ricordano molto
i libri di Castaneda.
Il pomeriggio a Popayàn lo dedico ad insegnare ad utilizzare il
Rafael a William, il medico omeopata che regolarmente viene quaggiù
per offrire il suo aiuto. E' venuta ad imparare anche la suora e
altre persone che erano al corso, lì per approfondire, chiarire
dubbi e soprattutto per salutarmi, piene di affetto e di riconoscenza.
La mattina dopo infatti ritorno a Bogotà, e sull'aereo si siede
vicino a me un medico che lavora per il Ministero della Sanità nel
settore della pubblicità e dei media, e chiacchierando gli parlo
della scoperta delle microdosi; è entusiasta e si scrive un po'
di appunti, chissà che attraverso di lui anche la Colombia possa
beneficiare di questa tecnica così utile!.
Per un caso della vita, in quello stesso periodo è uscito il mio
libro sulla radionica in spagnolo per cui gli ultimi giorni in Colombia
li ho lasciati liberi per le varie interviste. Ma il mio editore
colombiano desidera conoscermi personalmente e passa a prendermi
per portarmi a visitare l'orto botanico di Bogotà, dove in quel
momento c'è una mostra di orchidee. Ma non è questo che ci interessa.
In mezzo all'Orto c'è una mallocca, una costruzione indigena tradizionale,
il posto dove gli indios di Bogotà si riuniscono una volta al mese
per parlare e compiere i loro rituali. Nessun "bianco" può entrare,
è territorio sacro degli indios. Si può solo guardare l'interno
da fuori. Ci sediamo lì vicino, e prima di cominciare il suo lungo
racconto mi fa assaggiare una amarissima pasta di tabacco. Mi spiega
che è usanza tra gli indigeni quando fanno le loro riunioni, prima
di tutto masticare il tabacco e la polvere di coca, perché essendo
piante sacre infondono lo Spirito anche negli uomini, e così chi
parla lo farà attraverso di Esso, nella verità e per il bene comune,
non per il proprio egoismo. Ma ci pensate se i nostri parlamentari
usassero gli stessi criteri di questi popoli cosiddetti "primitivi"
invece di pensare ognuno al suo tornaconto e meno che mai al bene
comune? Ah, già, noi siamo un popolo evoluto… Mi parla poi a lungo
delle sue esperienze con gli indios, avendo vissuto quasi 3 anni
presso una tribù nella foresta amazzonica e di un mio possibile
ruolo nell'avvicinare queste culture al mondo occidentale. Bè, di
avere un editore sciamano proprio non me l'aspettavo!
Manca poco alla mia partenza e vorrei tanto conoscere personalmente
un vero medico tradizionale, ma la sorte mi è avversa, e riparto
per l'Italia senza averlo fatto, ma con il cuore caldo degli occhi
e dell'affetto delle tante persone meravigliose che ho incontrato
in questi pochi giorni.
I PROGETTI DI RAYMON GRACE
Raymon Grace porta avanti una serie di progetti molto interessanti, attraverso l'utilizzo delle sue tecniche e protocolli: pulire l'acqua, la terra e l'aria, cambiare e migliorare le energie delle scuole, ridurre l'abuso su donne e bambini nel mondo. La Società Italiana di Radionica aiuta volentieri il loro sviluppo divulgando le metodiche in seminari specifici.
Progetto Scuola
I nostri ragazzi passano nelle scuole la maggior parte delle loro giovani vite. Per rendere questi ambienti migliori, Raymon Grace ci invita ad aderire al suo "Progetto Scuola". Se hai un figlio sei certamente interessato a rendere l'ambiente scolastico un luogo positivo. Puoi attuare questo progetto in due modi: se conosci il protocollo di Raymon Grace puoi lavorare direttamente sulla scuola, se non lo conosci o non ti senti in grado di usare il pendolo e vuoi lo stesso contribuire, puoi richiedere il dvd "Raymon Grace energizza la tua vita" alla nostra associazione e scrivere il nome della scuola su un pezzo di carta mentre guardi il dvd. Sembra infatti che basti questo per pulire l'energia della scuola dove i bambini passano il loro tempo, ( così come una casa, un posto, una situazione in generale). Come dire, tu metti l'intento, l'energia ce la mette Raymon Grace. Lo scopo del progetto è di avere in tutto il mondo, per ogni scuola, una persona che ci lavora sopra, per fare in modo che rimanga un posto di energia positiva per l'educazione dei nostri bambini.
Ecco una testimonianza dello stesso Raymon sul lavoro svolto in due scuole. "....... Tre anni fa, dietro richiesta di un'insegnante, abbiamo lavorato su una scuola di Toronto. Avevano dei seri problemi di "gang" all'interno dell'istituto. Alla fine dell'anno scolastico ho ricevuto un'e-mail da quella professoressa: mi informava che da quando avevo svolto il lavoro energetico i problemi con le "gang" non si erano più verificati. Abbiamo lavorato su un'altra scuola frequentata da 1600 studenti, dove c'erano molti problemi di vandalismo, specialmente notturno. Gli abitanti della zona volevano organizzare delle ronde di vigilanza. Mi chiesero di alzare l'energia nella scuola, cosa che feci. Poche settimane dopo ricevetti un'e-mail che diceva che gli episodi di vandalismo erano cessati."
Creare un ambiente sereno per donne e bambini
Questo progetto ha come scopo aiutare a ridurre la violenza su donne e bambini. Per portarlo avanti si può agire personalmente, col protocollo, o semplicemente come spiegato sopra, far "lavorare" Raymon mettendoci solo il nostro intento. Sotto riportiamo i commenti ricevuti dal direttore di un centro di accoglienza per donne vittime di violenze domestiche con cui ha lavorato Raymon Grace con l'intento di migliorare l'energia delle persone e dei luoghi.
……Da quando è stata attuata la pulizia energetica, il nostro programma ha avuto uno straordinario successo nell'aiutare le donne che hanno intrapreso la dura strada di lasciarsi dietro per sempre la violenza, e di stabilirsi, dopo aver lasciato il nostro centro, in case e situazioni più serene. Attualmente abbiamo una percentuale molto bassa di donne che sono tornate dai loro aguzzini. Sono consapevole del coraggio e della forza necessaria per vivere per conto proprio, quando non hai un lavoro, né un assegno da firmare e non hai mai creduto in te stessa. Eppure ora molte delle nostre donne lo stanno facendo, per se stesse e per i loro bambini. ...E' comune in un centro di accoglienza per persone che hanno abbandonato le loro case e sono passate attraverso cose orrende per sopravvivere, trovare individui molto aggressivi o molto passivi, arrabbiati o depressi. Tutte queste emozioni pesanti portano generalmente alla costituzione di due gruppi, sia tra gli adulti che tra i bambini, un bullo, una vittima, una parte del gruppo che spalleggia il bullo mentre l'altra parte non vuole sapere niente di questa storia. Queste dinamiche di gruppo non si presentano solo nel nostro centro di accoglienza, ma sono comuni in tutti questi tipi di strutture. E' molto difficile che lo staff possa incidere in qualche modo su questa situazione. Dal 31 agosto, dopo la tua pulizia, non ci sono più stati bulli nel nostro centro, né tra le donne né tra i bambini. Chiaramente non ci sono neanche più vittime. Tutto ciò è straordinario. Ci sono ancora le diverse personalità; ci sono ancora sentimenti pesanti, ma la differenza è che non se li scaricano addosso uno con l'altro come prima. Un cambiamento importante nel loro processo di guarigione. Come ti dissi il giorno che ci siamo incontrati, ho dedicato la mia vita a scoprire nuove strade e mezzi per aiutare le famiglie della nostra società a trovare la pace, l'amore e il supporto nella loro vita famigliare. Le controversie, le delusioni, gli alti e bassi, addirittura le rotture, tutto può in fondo capitare tra le persone. Ma non c'è nessuna scusa per l'abuso! E credo che noi, come società, dovremmo pretendere di mettere fine alla violenza nella famiglia. Grazie Raymon, credo che il tuo lavoro e il continuo sforzo nel praticare ciò che mi hai insegnato siano stati la chiave di questa meravigliosa trasformazione.
Judi Selle, Abuse Shelter Director
Progetto per l’acqua e per l’aria
Applicando le tecniche di Raymon Grace otteniamo un acqua carica di energia, pura, e programmata per curare moltissimi disturbi e malattie del corpo, della mente e dell'anima. L'acqua trattata in questo modo puo' essere "replicata" all'infinito semplicemente aggiungendone alcune gocce a della semplice acqua di bottiglia o di rubinetto. L'acqua, oltre a tenerci in vita su questa terra, puo' quindi diventare la nostra piu' fedele alleata nella "battaglia della vita". In futuro queste tecniche, se verranno praticate da un numero sufficiente di persone, potranno contribuire alla risoluzione del problema della mancanza di acqua pura sul pianeta. Fantascienza? Forse, ma VALE LA PENA DI TENTARE! Puoi attuare questo progetto in due modi: se conosci il protocollo di Raymon Grace puoi lavorare direttamente, se non lo conosci o non ti senti in grado di usare il pendolo e vuoi lo stesso contribuire, puoi richiedere il dvd "Raymon Grace energizza l’acqua" alla nostra associazione e mettere una bottiglia d’acqua davanti allo schermo mentre vedi il dvd. Basterà questo per informare l’acqua e renderla migliore. Usando lo stesso protocollo applicato però all’aria molte persone sono riuscite a cambiare l’aria delle loro case.
“Sul terreno che circonda la mia casa c'è uno stagno che viene usato dalle
papere le quali si divertono un mondo, ma sporcano l'acqua sia tirando su la
melma con il becco, che con i loro escrementi, così al mattino, prima di far
correre dell'acqua pulita per eliminare queste scorie, essa è di colore verde
bottiglia con una superficie densa quasi oleosa, considerando anche la
temperatura piuttosto alta che abbiamo in questo periodo.
La sera di lunedì ho svolto tutto il protocollo per programmare l'acqua al fine
di pulire e purificare l'acqua dello stagno, bene, la mattina il colore della
superficie dell'acqua era marrone. come si addice ad uno stagno, e l'acqua sul
bordo era trasparente e lasciava intravedere venti cm di fondo laterale. Devo
aggiungere inoltre che l'acqua sembrava essere molto più leggera come fosse
stata l'acqua di un lago.
Oggi è mercoledì e non è cambiato nulla, ancora l'acqua è trasparente.
Ho voluto raccontare questo episodio perchè stentavo a crederci anche io, ed
ora sono contenta perchè nel mio laghetto c'è lo spirito dell'acqua che gioca
con le mie papere.”
Maria Grazia Prever
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