

“Radiestesia” è una parola coniata dall’abate Bouly alla fine dell ’800, unendo i due termini: raggio (radium) e percezione (stesis), per definire la scienza che studia la sofisticata e misteriosa capacità radiestesica. Secondo gli antichi radiestesisti infatti da ogni oggetto partirebbe un raggio in grado di raggiungerci e comunicarci le sue caratteristiche. Insomma, il mondo ci guarda ed è a nostra disposizione, come disse il grande radiestesista ingegner Zampa. E’ solo attraverso la focalizzazione dell’intento che l’operatore seleziona ciò che desidera conoscere. La radiestesia classica usa bacchette, biotensori, piastre da stick da sfregare con le dita, e pendoli di foggia e dimensioni disparate. Per ognuno un movimento stabilito a priori dall’operatore equivale al si e un altro al no. Il pendolo è nient’altro che un prolungamento di noi stessi, quindi non è uno strumento infallibile che fornisce delle risposte esatte. Viene influenzato dai nostri pensieri. Perciò, bisogna che la domanda sia ben fatta e in stato di totale neutralità. In realtà, l’arte di porre domande al pendolo è quanto di più difficile da imparare e richiede molto esercizio, esperienza e continua vigilanza. Per le indagini radiestesiche ci si avvale di testimoni fisici (capelli, sangue, urina, peli, foglie, terreno) mappe, quadranti, liste e ventagli su cui vengono segnate le cose da indagare.
Ventaglio Radiestesico |
Già nell’antica Cina di 4000 anni fa l’imperatore non disdegnava di farsi ritrarre mentre con una bacchetta in mano cercava dei minerali preziosi. Se passiamo dall’Oriente al più vicino Egitto, sappiamo che è stato trovato un pendolo in grés in una antica tomba, che ancora oggi viene riprodotto ed usato con il nome di pendolo egizio, in quanto capace di emettere delle vibrazioni particolari. Non tutti sanno che la radiestesia non è solo usare un pendolo per cercare qualcosa: esistono anche pendoli che, grazie alla loro particolare forma, irradiano delle energie speciali che possono essere usate per la guarigione. Sappiamo che gli antichi druidi celtici usavano le bacchette. In definitiva, attraverso i secoli, in tutti i popoli e le culture, dalle più semplici alle più complesse, troviamo tracce di queste conoscenze, seppur limitate a personaggi particolari o a classi specifiche (maghi, sciamani, religiosi, studiosi). La Chiesa cattolica ha sempre vantato molti radioestesisti tra i suoi rappresentanti. Molti missionari in Africa (link a progetti) utilizzano la radiestesia per trovare l’acqua. Si devono ai sacerdoti i primi studi seri sull’argomento: oltre al già menzionato abate Bouly che le ha dato il nome, citiamo l’abate Mermet, autore del primo libro sulla radiestesia, e più recentemente lo straordinario padre Bortone. Un altro grande rappresentante italiano della radiestesia è stato l’ingegner Zampa, il cui libro è a tutt’oggi insuperabile seppur antiquato nello scritto; in Belgio i fratelli Servranx, nella metà del ‘900 con la loro rivista hanno riunito i radiestesisti di mezza Europa mentre in Francia la Maison de la Radiestesie divenne quasi un faro per tutti gli appassionati. In America la radiestesia è attualmente al massimo della crescita e della ricerca. Troviamo numerose organizzazioni e moltissima gente che pratica questa antica arte, persone comuni o innovative e di grande valore, come Raymon Grace, che ha ideato una radiestesia sciamanica con la quale invita l’uomo a riappropriarsi della sua vita, Slim Spurling che ha fatto dell’uso delle bacchette una vera arte e ha introdotto importanti nozioni di geometria sacra, il movimento di Immunics, che insegna una radiestesia senza strumenti, e molti altri.
La radiestesia viene attualmente divisa in due rami:
la radiestesia fisica e la radiestesia spirituale.
La radiestesia fisica si definisce scientifica e cerca nel campo fisico una spiegazione al fenomeno radiestesico. Si basa sul principio che ogni essere vibrando emette delle onde, che possono essere recepite da particolari centri non ancora identificati che si trovano nel corpo umano. Dagli esperimenti compiuti in America facendo degli encefalogrammi, si è scoperto che il radiestesista durante il suo lavoro usa tutti gli stati cerebrali conosciuti in vario grado (alfa, theta, delta, ecc).
“Il fenomeno radiestesico consiste in una interazione tra le radiazioni emesse dall’oggetto in studio e particolari centri recettori esistenti nell’organismo dell’operatore. Lo stimolo fisico, prodotto da queste radiazioni sulla cute e sugli organi di senso, tradotto in stimolo elettrico dall’apparato nervoso, agisce sui centri cerebrali, i quali, a loro volta, agiscono sui muscoli dell’operatore. Costui inconsciamente aziona il pendolo, che funge così da rilevatore della microattività neuromuscolare.” (Prof. Dott. Fernando Bortone, “La radiestesia applicata alla medicina” edizioni Vannini).
La radiestesia spirituale è invece un’esperienza metafisica: contattiamo il nostro Sé Superiore e gli chiediamo di fornirci le informazioni che ci servono. Presupposto della radionica spirituale è naturalmente la visione dell’uomo come un essere multidimensionale, capace di accedere a dimensioni diverse da quella terrena. Questo tipo di radiestesia permette alla radionica di diventare un mezzo di evoluzione spirituale, per il semplice fatto di passare del tempo con le parti più elevate di noi. Per far questo dobbiamo sviluppare l’umiltà, la fede, la positività. La radiestesia sciamanica, di cui Raymon Grace è l’esponente di spicco, utilizza come mediatori e artefici angeli e guide spirituali. Questo permette di fare lavori anche complessi e pericolosi, come gli esorcismi, senza correre rischi.
“La radiestesia è una delle meraviglie del subconscio, e consiste di due aspetti. Il primo è che il subconscio può allenare i “muscoli” in modo tale che il pendolo, o la bacchetta, reagiscano con delle oscillazioni. Il secondo aspetto è che il subconscio accetta una serie di simboli, ponendo una domanda al pendolo, e può trovare una risposta a questa domanda per la sua natura multidimensionale; la distanza, lo ricordiamo, non esiste a questo livello. In questo modo il subconscio può "guardare sotto la pelle" e scoprire, ad esempio, un tumore cerebrale, anche qualora il paziente si trovi in quel momento dall'altra parte del mondo; per chi utilizza il pendolo non c'è nessuna differenza. Si può illustrare il concetto della sparizione della distanza con due semplici analogie. Prendete un foglio di carta, disegnate un cerchio e ponetegli un oggetto dentro. Un "essere" che abita nelle due dimensioni del foglio (o fuori del cerchio), non può osservare l'oggetto, poiché è nascosto dal contorno del cerchio. L'oggetto è percepibile solo da una terza dimensione. Ugualmente, disegnate su di un foglio due croci, distanti una dall'altra. Nella terza dimensione, possiamo piegare il foglio in modo che le croci si tocchino : la distanza è sparita. Una dimensione in più e la distanza scompare.” (Bob Brands, inventore del Sistema di Guarigione Computerizzato ETRE)
PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO
Libri da leggere:
La casa editrice Vannini è specializzata in testi di radiestesia. Molti testi si trovano sulle bancarelle per pochi soldi, perché sono ormai vecchi e fuori commercio.
- “La radiestesia applicata alla medicina”, padre Fernando Bortone (naturopata, erborista) Ediz. Vannini. Per la radiestesia medica, organi, malattie
- “Principi e Pratica della radiestesia”, Alessio Mermet (1866-1937)
- “Elementi di radiestesia”, Pietro Zampa (radioestesisti antichi), Vannini edizioni
- “Radiestesia medica”, A. Leprince, edizioni Alter Ego
- “La magia del pendolo” (liste per analisi), Petra Sonnenberg, edizioni PAN
- “I mondi del pendolo” (quadranti per analisi), Marcus Schirner, edizioni Il Punto d’Incontro
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